Damiano Marinelli e Manuel Fantasia. Comunicato stampa.

Abbiamo partecipato alla costituzione di

 “the italian CONFLICT MANAGEMENT INSTITUTE” .

Roma,  16 febbraio 2016 – “Il 23 Novembre 2015 abbiamo costituito l’associazione “the italian Conflict Management Institute” ( www.conflictmanagement.it”) della quale siamo rispettivamente  Direttore Scientifico e  Responsabile delle Relazioni Pubbliche e Presidente.“Il giusto approccio al conflitto, la padronanza di metodologie e tecniche per facilitare il ritorno alla comunicazione delle parti in conflitto e il raggiungimento di soluzioni eque e senza sconfitti: sono tutti elementi che in particolare nelle aziende e nei rapporti tra aziende hanno oggi una rilevanza sempre crescente.Uno dei principali filoni di ricerca e attività del CMI è  rivolto alle imprese.  Imprenditori, manager, quadri direttivi, responsabili di R.T.I., Project Managers, responsabili di gruppi di lavoro, soprattutto in momenti di crisi, si trovano quotidianamente a vivere o a dover gestire situazioni di conflitto.  Le ricerche a livello internazionale e italiano, sia nel settore privato che pubblico, evidenziano inefficienze derivanti da conflitti interni ed esterni che fanno ritenere come il conflitto sia una delle più grandi voci di costo “invisibili” nei bilanci.  Eppure saper leggere i conflitti evidenzia spesso istanze al cambiamento e all’innovazione che, ben governate, possono portare a positive evoluzioni delle  aziende e del loro posizionamento sul mercato”.“The italian Conflict Management Institute – ha dichiarato l’Avv. Prof. Damiano  Marinelli – dispone al proprio interno, grazie ai propri associati, di  competenze ed esperienze maturate nei più diversi iter di studi universitari e nelle più disparate carriere professionali, anche in ruoli manageriali e imprenditoriali. Ma soprattutto vi è la cultura della mediazione e la conoscenza delle tecniche di mediazione, di ascolto attivo, di comunicazione e negoziazione. E’ stato del tutto naturale nell’ambito del C.M.I.,  lanciare un progetto sulla identificazione della figura professionale del Conflict Manager , dalla descrizione del profilo professionale, al profilo delle competenze, ai percorsi formativi e di certificazione. Il progetto è attivo nell’ambito dell’area Mediazione di CONFASSOCIAZIONI senza finanziamenti e per adesione al progetto su base volontaria. ““La tesi del CMI – ha aggiunto il presidente, Manuel Fantasia- è che formare in azienda risorse che occupano ruoli di responsabilità per farle diventare anche Conflict Manager interni o ricorrere a servizi di consulenza, avvalendosi di Conflict Managers professionali, sia una delle leve per consentire alle aziende di ripartire e recuperare competitività.  Sul versante della produttività, abbattendo i costi del conflitto.  Sul versante dell’evoluzione e della innovazione, imparando a leggere e a governare le informazioni di cambiamento spesso nascoste tra le pieghe del conflitto e buttate via, quando i conflitti si risolvono d’imperio o peggio ancora ignorandoli, come il bambino con l’acqua sporca.”